I concorrenti in acqua erano ben 19, assenti
giustificati perché attivi nell’organizzazione Sandro Galluzzi e Franco Guidolin, che ha dovuto rinunciare a regatare con la sua
bella barca tutta rimessa a nuovo in quanto pilota del battello comitato. Il
comitato era composto dall’ormai storico
gruppo formato dai ben noti Zerboni, Magnaghi e con la collaborazione di Soma, a questi
si è aggiunta la sottoscritta che pur non regatando mai segue da vicino le
varie manifestazioni della Classe.
Il tempo è stato magnifico e sempre con vento, anzi il
primo giorno, martedì, il vento era fin
troppo tanto da impensierire i concorrenti. Per farla breve la Tramontana ha continuato a
soffiare ben oltre i 7 metri (limite soft del bando di regata del Master) con punte ad
oltre 11-12 metri. Verso le 13.30, da
perfetto padrone di casa, Franco Paganini è uscito con il suo dinghy “Made in
Italy” per “provare” il vento che da terra sembrava decisamente troppo. La
giuria era già fuori da un pezzo, guardava verso il parco Giona, dove tra gli
alberi si scorgeva il biancheggiare delle vele issate, ma i dinghy erano
immobili sul loro carrellino. La giuria insiste ancora fino alle 15.30 sperando
che le raffiche diminuiscano, ma alla fine anche lei è costretta a tornare in
porto ed a rimandare tutto all’indomani.
Il secondo giorno si sono potute effettuare due
bellissime regate molto combattute, che hanno visto il netto predominio di Penagini e Bruni, quest’ultimo OCS nella seconda prova, grande
performance di Paganini nelle due prove
disputate con una Inverna sui 5 metri che ha riempito di gioia tutti i
regatanti. L’altro concorrente olandese, Bob, abituato al suo dinghy di legno
più essenziale, si è trovato con le troppe
regolazioni dello scafo in plastica che
gli era stato prestato e ha scuffiato a
180°. Per fortuna sua Enrico Negri, ancora troppo giovane per regatare con i
master, ma presente per dare una mano,
in un attimo con un doppino ha ricuperato la deriva che non era ben fissata e
senza bagnarsi ha rimesso dritta la barca, grazie Enrico!
Enrico ha seguito attentamente tutte le regate e
quando alla fine i regatanti coi quali era più in confidenza tornavano a terra,
lui ripeteva tutte le fasi della regata distribuendo consigli e critiche,
comunque ben accette, su quanto fatto in acqua.
Alla sera “cena di gala” all’AVAV di Luino con la
distribuzione dei primi di giornata; per una notte ho avuto l’emozione di
conservare io il premio destinato a Vincenzo Penagini,
un bel boccale di peltro, anche se
dovessi mettermi a fare regate non mi capiterà mai di portarmi a casa una
coppa!
Quindi tutti a terra occupati a caricare le barche
sui carrelli.
Ce ne sono
veramente di tutti i tipi: singoli e doppi, manovrati dal solo proprietario oppure che richiedono
l’aiuto di altre tre o quattro persone, in un caso ne ho contate addirittura 7;
ogni carrello ha la sua caratteristica e così, come nelle barche, ho l’impressione che anche nei carrelli i
sogni notturni dei nostri dinghisti finiscano poi
nelle realizzazioni più diverse. Quello che è certo è che mantengono i loro
proprietari decisamente in forma, è infatti normale vederli arrampicati sulle strutture
quali novelli Tarzan.
Corbellini
si aggiudica il Trofeo Master davanti a Penagini e
Paganini con una differenza punti davvero minima.
La premiazione, come al solito, si è svolta all’Hotel
Camin di Colmegna, sulla sua splendida terrazza a lago.
Caviglia di Legno è stato nominato Bob Van der Pol per il suo tuffo nel lago ricordando la prima
motivazione di questo premio che era prevista per il “meno fortunato”.
Gentlemen Master è stata nominata tra gli applausi
scroscianti di tutti, la coppia
Ballarin, ho sottolineato coppia in quanto Doriana con la sua simpatia e la sua
abilità nel portare i carrelli di alaggio e nel tirare a riva le barche sempre
con il sorriso sulle labbra nonostante lo sforzo sta eguagliando il marito nel
dare una mano a tutti.
Quasi quasi si rischiava di non fare la foto di
gruppo, tutti in posa 2 o 3 scatti e ci si accorge che mancava il“Monza”, di nuovo tutti in posa, “Monza” compreso e
finalmente la foto ufficiale è completa.
Un grazie a tutti quanti e arrivederci all’anno
prossimo ancora più numerosi e con i nuovi sessantenni.
Henriette